Der Nabel der Welt - L'Ombelico del mondo | Kuno Prey

Kuno Prey

28.05.2019 - 07.10.2020



Der Nabel liegt in der unteren Mitte der geopolitischen Kontur Südtirols und steht für seinen Brennpunkt, die Landeshauptstadt Bozen.

Er verkörpert eine sehr auf sich selbst bezogene Gesellschaft, mit mangelndem Konfrontationswillen zu allem, was ihr fremd ist.



L’ombelico, incluso nella sagoma geopolitica della provincia di Bolzano, evidenzia il suo fulcro la città di Bolzano.

Questa rappresenta il massimo della autoreferenzialità del sistema Alto Adige che purtroppo ha ancora difficoltà nel confrontarsi con tutto ciò che non gli è famigliare.




Kuno Prey (1958).

Nach dem Studium an der Domus-Academy führte ihn seine angeborene Neugier dazu, gemeinsam mit der Industrie innovative Materialien und neue Technologien zu erforschen. Aus dieser Zusammenarbeit entstanden zahlreiche Produkte, durch die Kuno Prey international Anerkennung erhielt.

Von 1993-2002 lehrte er als Professor für Produktdesign an der Bauhaus-Universität Weimar. 2002 zog es ihn in sein Heimatland Südtirol zurück, wo er an der Freien Universität Bozen die Fakultät für Design und Künste gründete, und dort als Professor für Produktdesign in der Forschung und Lehre tätig ist.


KP è designer e professore universitario. Innovatore nel campo del design, come in quello della formazione, nel 1993 Prey ha contribuito al lancio e allo sviluppo della Fakultät für Gestaltung della Bauhaus-Universität a Weimar, dove ha insegnato Product Design. Nel 2002 Prey ha fondato la nuova Facoltà di Design e Arti alla Libera Università di Bolzano, di cui è stato Preside fino al 2010. Prey propone un riavvicinamento agli oggetti quotidiani, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovanissimi al consumo e alla scelta dei prodotti, osservandoli attraverso lo sguardo di un designer. “Gestalten” vuol dire creare, dare forma e trovare soluzioni intelligenti, sotto l'aspetto sociale e ambientale, per rendere la vita più confortevole, piacevole e poetica. Gli oggetti, per essere prodotti, richiedono lavoro, energie e sinergie: nella miriade di “cose” in cui siamo immersi, bisogna acquistare quella giusta in modo consapevole, senza farsi trascinare dalle mode. Prey mette in scena oggetti d’uso comune per stimolare la riflessione su ciò che usiamo ogni giorno e diventare consumatori più critici.